della giornata quando sono stati inviati dei messaggi direttamente alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano" si é detto durante la chiacchierata con protagonisti i giovani che si è svolta nel pomeriggio. "I giovani non devono solo entrare perché c'è bisogno di loro come forza lavoro, devono essere accolti in una organizzazione perché si ritiene il loro contributo importante" ha detto Pina, mentre Antonella ha fatto sorridere la platea quando ha ricordato"Io sono una tosta, però quando vado dal sindaco della mia città mi accorgo che il mio essere donna e giovane non aiuta per essere considerati credibili". COSA NE PENSATE? Esprimetevi sul nostro blog.
lunedì 5 dicembre 2011
martedì 22 novembre 2011
Concorso Dammi Spazio Giovani, Presente e Volontariato
CSVnet, coordinamento nazionale dei centri di servizio per il Volontariato, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, al fine di valorizzare l'impegno civile dei giovani e diffondere i valori del volontariato attraverso il coinvolgimento attivo degli studenti, indicono il concorso - rivolto alle scuole secondarie di II grado, statali e paritarie - "Dammi Spazio, Giovani, Presente e Volontariato".
Il concorso prevede la realizzazione di uno spot, di un cortometraggio o di uno slogan relativi alle tematiche dell'impegno civile dei giovani.
La scadenza entro la quale le scuole sono inviate e presentare le proposte è il 30 aprile 2012. La premiazione degli elaborati si realizzerà a settembre con l'inaugurazione dell'anno scolastico.
Le scuole possono avvalersi della vasta esperienza dei Centri di Servizio per il Volontariato nell'ambito della promozione del volontariato giovanile per un primo orientamento rispetto alla partecipazione al bando.
Per i centri di servizio il concorso rappresenta uno strumento attraverso il quale valorizzare l'esperienza acquisita sul tema della promozione del volontariato giovanile, il ruolo delle organizzazioni e soprattutto abbattere il mito del disimpegno giovanile.
Info: promozione@csvnet.it
giovedì 17 novembre 2011
Petizione in favore del Servizio Civile: il taglio nazionale fa rischiare la chiusura
La CNESC (Conferenza Nazionale degli enti per il Servizio Civile) denuncia: SERVIZIO CIVILE NAZIONALE A RISCHIO CHIUSURA in 4 anni con un taglio di oltre il 400%.
Per questo motivo lancia la Campagna: "BASTA SCHIAFFI AI GIOVANI, DIAMO UN FUTURO AL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE"
La Legge di Stabilità 2012 taglia ulteriormente le già poche risorse destinate al servizio civile. I fondi stanziati subiscono una riduzione del 400% in 4 anni, passando dai 299 milioni di euro per il 2008 ai 68 milioni previsti per il 2012. Una cifra che non consente nemmeno di coprire i costi per tutti i giovani che dovrebbero partire. In questo modo si mina l'esistenza stessa del servizio civile, esperienza importante di cittadinanza attiva per qausi centomila giovani all'anno.
La Cnesc ha richiesto: al governo di difendere questo istituto, confermando per il 2012 almeno i 113 milioni di euro già previsti (stanziamenti per almeno 40.000 giovani su base annua); alle Regioni e Province autonome perché prevedano propri stanziamenti aggiuntivi, utili ad incrementare ulteriormente il numero di giovani coinvolti. Chiede infine che le finalità dell'istituto del servizio civile nazionale vengano finalmente stabilite per legge.
La Cnesc ha richiesto: al governo di difendere questo istituto, confermando per il 2012 almeno i 113 milioni di euro già previsti (stanziamenti per almeno 40.000 giovani su base annua); alle Regioni e Province autonome perché prevedano propri stanziamenti aggiuntivi, utili ad incrementare ulteriormente il numero di giovani coinvolti. Chiede infine che le finalità dell'istituto del servizio civile nazionale vengano finalmente stabilite per legge.
sabato 12 novembre 2011
DAMMI SPAZIO IL 5 DICEMBRE ALLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEL VOLONTARIATO
In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia e dell'Anno Europeo del Volontariato, CSVnet, Forum del Terzo Settore, Consulta del Volontariato e ConVol hanno deciso di celebrare con un evento il prossimo 5 dicembre , Giornata Internazionale del Volontariato.
L'iniziativa si terrà a Roma, presso l'Auditorium Conciliazione.
Nell'ambito della Giornata Internazionale del Volontariato, DAMMI SPAZIO valorizzerà l'impegno giovanile in un momento specifico della giornata dedicato ai giovani, presenterà il Manifesto e anche il Bando di Concorso voluto dal MIUR e da CSVnet che andrà a concretizzarsi nel corso dell'Anno Scolastico 2011-2012 e si concluderà con una premiazione a settembre 2012.
I CSV e le organizzazioni che già avevano risposto con entusiasmo al Convegno “2011 DAMMI SPAZIO Giovani, Futuro e Volontariato” dello scorso aprile, sono invitati a partecipare e far partecipare i numerosi giovani coinvolti nei loro progetti di promozione del volontariato all'evento del 5 dicembre 2011.
Per partecipare all'iniziativa scrivere a promozione@csvnet.it
Per partecipare all'iniziativa scrivere a promozione@csvnet.it
mercoledì 9 novembre 2011
“I ragazzi che ci restituiscono l’orgoglio”
Riportiamo dal Corriere della Sera dell'8 novembre 2011 l'articolo di Giangiacomo Schiavi che evidenzia il ruolo dei giovani nel sostegno ai cittadini colpiti dall'alluvione a Genova. I giovani che fanno queste scelte non sono una eccezione, non sono supereroi. Sono giovani che fanno con normalità quel che pensano e devono. Smettiamola di dire che i giovani sono disimpegnati e non hanno più valori.
Non c’è solo rabbia, fango e indignazione in questi giorni a Genova. C’è anche la ritrovata normalità di darsi una mano. E sono giovani, studenti, ragazzini, volontari venuti da vicino e da lontano che spalano via la melma dell’alluvione, un esercito reclutato con il Tam Tam u Facebook e il passaparola che si accontenta della semplice gratitudine di chi ha perso tutto.
È così anche a Monterosso, Vernazza, Borghetto Vara, paesi devastati dai torrenti impazziti. Con le pale, i guanti, i cestoni questi ragazzi offrono aiuto ai residenti e alla Protezione civile, cercano di essere utili. «Serve un aiuto?», chiedono per esempio Chiara e Lucia, liceali in trincea, al Municipio di Genova. In via Fereggiano c’è da sgomberare una cantina, liberare un ingresso, ripulire un box. «Organizziamoci, diamoci da fare», rispondono tutti.
Viviamo in un Paese fragile e disastrato che ha bisogno di buone pratiche per dimostrare di essere migliore di quello che appare, migliore dei politici e dei ministri che non si sono azzardati a sporcarsi le scarpe nel pantano della Liguria, migliore di un sindaco imbarazzante e inadeguato all’emergenza che ha scaricato sui cittadini il mancato coprifuoco. Oggi è lontana da qui l’Italia del Palazzo impegnata a sopravvivere a se stessa, ma è qui che si può imparare qualcosa e ce lo dicono proprio i giovani: «Vogliamo aiutare la risollevare la nostra città». C’è il senso di responsabilità (che troppo spesso manca negli adulti con un ruolo pubblico) c’è l’umiltà (che dovrebbe essere un distintivo nobile della politica e invece viene scambiata per incapacità di apparire o di farsi notare).
Abbiamo bisogno di esempi imitabili in ogni campo e settore perché la crisi mette in discussione tutto e il concetto di servizio agli altri (e per gli altri) è come un testimone da passare di mano in mano. Si dice che la grande sfida di questo secolo è assicurare a ogni essere umano una vita decente, salvaguardando il più possibile ciò che resta del mondo vivente. I giovani l’hanno capito, e ce lo stanno dicendo con i fatti. Bisogna riconquistare credibilità e fiducia in un Paese che ne ha persa troppa. Bisogna reagire al disfattismo con un progetto, una proposta, un atto concreto. I volontari che si rimboccano le maniche nelle strade di Genova e delle Cinque Terre restituiscono un po’ di dignità a un Paese da salvare al più presto «non solo da una cricca inetta o da una crisi economica», come ha scritto ieri Claudio Magris, «ma con altrettanta urgenza da piogge e maree, la cui assopita potenza distruttiva ogni tanto esplode».
È il tempo delle risposte questo, ci dicono i ragazzi sorridenti nel fango di Genova: bisogna darsi da fare per uscire dall’emergenza, prepararsi ad affrontare le tempeste prossime venture, recuperare un po’ d’orgoglio e, per restare al tema dell’alluvione, rimettere in moto la macchina della prevenzione e della manutenzione, scassata dal disinteresse dei politici (perché non paga elettoralmente) e svuotata di fondi e di attenzione dai governi (tutti, nessuno escluso). È paradossale dover ricordare in questa situazione che siamo il Paese che ha inventato i ponti e gli acquedotti e ha un patrimonio enorme di competenze e conoscenze in materia idrogeologica: perché lasciamo dettar legge all’interesse privato, alla stupidità e alla convenienza? Perché non si concentrano risorse e attenzioni su quelle piccole opere che evitano i disastri o ne limitano, almeno in parte, i danni? E perché non si fa della tutela ambientale una materia scolastica, una pratica da apprendere e studiare, per far crescere la cultura del rispetto davanti alle emergenze?
Rimbombano le parole di Luigi Einaudi, che i più giovani forse non conoscono. Dopo aver visitato l’inondato Polesine, il presidente degli italiani invocava impegno e pazienza per il risanamento e la tutela del territorio e si rivolgeva al presidente del consiglio Alcide De Gasperi con questa lettera: «La lotta contro la distruzione del suolo sarà dura e lunga, forse secolare. Ma è il massimo compito d’oggi, se si vuole salvare il territorio in cui vivono gli italiani…». Era il 1951: abbiamo perso la memoria.
Non diremo mai abbastanza grazie a chi si impegna per il bene del proprio Paese e ci mette fatica, tempo e faccia, ai giovani che liberi dall’impegno scolastico non hanno esitato a sporcarsi le mani. Solo quando ci si scontra con la realtà del disagio, della sofferenza, dell’emergenza o del dolore si capisce il valore straordinario del volontariato: quasi sei milioni di persone in Italia che garantiscono il funzionamento di tanti beni comuni, dall’ambiente alla cultura, alla sanità. Purtroppo non contano, non hanno voce, non hanno padrini politici anche se educano a quella cittadinanza che dovrebbe essere il caposaldo di ogni buona politica.
Non dimenticheranno questa esperienza i ragazzi di Genova e noi non dimenticheremo il loro impegno, come è accaduto per altre generazioni e per altre alluvioni. Sentirsi utili è importante. Non c’è discorso sulla cittadinanza che, per quanto corretto, possa eguagliare il contagio positivo di un ragazzo in azione. Guardateli bene i volti delle persone che stanno spalando l’acqua marcia dalle case e dai negozi: sono volti sui quali si può leggere il concetto di pubblica utilità. Non è retorica: sono i veri alleati della ricostruzione di questo Paese.
(gschiavi@rcs.itgschiavi@rcs.it)
Non c’è solo rabbia, fango e indignazione in questi giorni a Genova. C’è anche la ritrovata normalità di darsi una mano. E sono giovani, studenti, ragazzini, volontari venuti da vicino e da lontano che spalano via la melma dell’alluvione, un esercito reclutato con il Tam Tam u Facebook e il passaparola che si accontenta della semplice gratitudine di chi ha perso tutto.
È così anche a Monterosso, Vernazza, Borghetto Vara, paesi devastati dai torrenti impazziti. Con le pale, i guanti, i cestoni questi ragazzi offrono aiuto ai residenti e alla Protezione civile, cercano di essere utili. «Serve un aiuto?», chiedono per esempio Chiara e Lucia, liceali in trincea, al Municipio di Genova. In via Fereggiano c’è da sgomberare una cantina, liberare un ingresso, ripulire un box. «Organizziamoci, diamoci da fare», rispondono tutti.
Viviamo in un Paese fragile e disastrato che ha bisogno di buone pratiche per dimostrare di essere migliore di quello che appare, migliore dei politici e dei ministri che non si sono azzardati a sporcarsi le scarpe nel pantano della Liguria, migliore di un sindaco imbarazzante e inadeguato all’emergenza che ha scaricato sui cittadini il mancato coprifuoco. Oggi è lontana da qui l’Italia del Palazzo impegnata a sopravvivere a se stessa, ma è qui che si può imparare qualcosa e ce lo dicono proprio i giovani: «Vogliamo aiutare la risollevare la nostra città». C’è il senso di responsabilità (che troppo spesso manca negli adulti con un ruolo pubblico) c’è l’umiltà (che dovrebbe essere un distintivo nobile della politica e invece viene scambiata per incapacità di apparire o di farsi notare).
Abbiamo bisogno di esempi imitabili in ogni campo e settore perché la crisi mette in discussione tutto e il concetto di servizio agli altri (e per gli altri) è come un testimone da passare di mano in mano. Si dice che la grande sfida di questo secolo è assicurare a ogni essere umano una vita decente, salvaguardando il più possibile ciò che resta del mondo vivente. I giovani l’hanno capito, e ce lo stanno dicendo con i fatti. Bisogna riconquistare credibilità e fiducia in un Paese che ne ha persa troppa. Bisogna reagire al disfattismo con un progetto, una proposta, un atto concreto. I volontari che si rimboccano le maniche nelle strade di Genova e delle Cinque Terre restituiscono un po’ di dignità a un Paese da salvare al più presto «non solo da una cricca inetta o da una crisi economica», come ha scritto ieri Claudio Magris, «ma con altrettanta urgenza da piogge e maree, la cui assopita potenza distruttiva ogni tanto esplode».
È il tempo delle risposte questo, ci dicono i ragazzi sorridenti nel fango di Genova: bisogna darsi da fare per uscire dall’emergenza, prepararsi ad affrontare le tempeste prossime venture, recuperare un po’ d’orgoglio e, per restare al tema dell’alluvione, rimettere in moto la macchina della prevenzione e della manutenzione, scassata dal disinteresse dei politici (perché non paga elettoralmente) e svuotata di fondi e di attenzione dai governi (tutti, nessuno escluso). È paradossale dover ricordare in questa situazione che siamo il Paese che ha inventato i ponti e gli acquedotti e ha un patrimonio enorme di competenze e conoscenze in materia idrogeologica: perché lasciamo dettar legge all’interesse privato, alla stupidità e alla convenienza? Perché non si concentrano risorse e attenzioni su quelle piccole opere che evitano i disastri o ne limitano, almeno in parte, i danni? E perché non si fa della tutela ambientale una materia scolastica, una pratica da apprendere e studiare, per far crescere la cultura del rispetto davanti alle emergenze?
Rimbombano le parole di Luigi Einaudi, che i più giovani forse non conoscono. Dopo aver visitato l’inondato Polesine, il presidente degli italiani invocava impegno e pazienza per il risanamento e la tutela del territorio e si rivolgeva al presidente del consiglio Alcide De Gasperi con questa lettera: «La lotta contro la distruzione del suolo sarà dura e lunga, forse secolare. Ma è il massimo compito d’oggi, se si vuole salvare il territorio in cui vivono gli italiani…». Era il 1951: abbiamo perso la memoria.
Non diremo mai abbastanza grazie a chi si impegna per il bene del proprio Paese e ci mette fatica, tempo e faccia, ai giovani che liberi dall’impegno scolastico non hanno esitato a sporcarsi le mani. Solo quando ci si scontra con la realtà del disagio, della sofferenza, dell’emergenza o del dolore si capisce il valore straordinario del volontariato: quasi sei milioni di persone in Italia che garantiscono il funzionamento di tanti beni comuni, dall’ambiente alla cultura, alla sanità. Purtroppo non contano, non hanno voce, non hanno padrini politici anche se educano a quella cittadinanza che dovrebbe essere il caposaldo di ogni buona politica.
Non dimenticheranno questa esperienza i ragazzi di Genova e noi non dimenticheremo il loro impegno, come è accaduto per altre generazioni e per altre alluvioni. Sentirsi utili è importante. Non c’è discorso sulla cittadinanza che, per quanto corretto, possa eguagliare il contagio positivo di un ragazzo in azione. Guardateli bene i volti delle persone che stanno spalando l’acqua marcia dalle case e dai negozi: sono volti sui quali si può leggere il concetto di pubblica utilità. Non è retorica: sono i veri alleati della ricostruzione di questo Paese.
(gschiavi@rcs.itgschiavi@rcs.it)
venerdì 28 ottobre 2011
MeYouMe® Mediterranean Youth Meeting
Dal 27 al 31 ottobre 2011 la Cooperativa Sociale Delfino Lavoro organizza a Cosenza la terza edizione diMeYouMe®- Mediterranean Youth Meeting, un incontro tra i responsabili di organizzazioni giovanili provenienti dai paesi del Mediterraneo, che coinvolgerà circa 250 giovani tra i 18 e i 35 anni, la metà dei quali italiani e la metà stranieri, originari del Nord Africa, del Vicino Oriente, dei Balcani e dell'Europa meridionale.
Il Meeting 2011, inserito nel piano italiano delle manifestazioni che celebrano l'Anno Europeo del Volontariato, si intitola “Drawing our Future! Spazi di partecipazione dei giovani nei cambiamenti sociali” e si propone di creare uno spazio di riflessione e di condivisione di esperienze sul tema della partecipazione dei giovani nei processi di cambiamento sociale, anche alla luce dei movimenti sviluppatisi in molti Paesi arabi ed in alcune aree dell'Europa Meridionale.
Un altro obiettivo di MeYouMe® 2011 è poi la costituzione della rete MANY - Mediterranean Autonomous Network for Youth, una piattaforma stabile di cooperazione per i giovani e le associazioni giovanili del bacino del Mediterraneo, una rete di confronto, scambio, progettazione comune, richiesta da molti dei partecipanti alle precedenti edizioni dell'evento.
Per questo la partecipazione a MeYouMe® 2011, che rappresenta il contesto nel quale la rete sarà formalizzata e dove si definiranno le linee essenziali del primo anno di attività, è riservata alle organizzazioni che intendono aderire alla rete MANY e che compileranno la manifestazione di interesse riportata in allegato.
L'evento nasce da una iniziativa di Delfino Lavoro, una cooperativa sociale cosentina che dal 2004 lavora per la promozione nel meridione di incontri fra organizzazioni della società civile del Mediterraneo, nell'ambito del contenitore culturale Rexpó® - Spazio euromediterraneo delle responsabilità sociali.
Per l'edizione 2011 e per l'attivazione della rete MANY è nato un gruppo promotore, costituito dal Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), dalla Provincia di Cosenza, dal Comune di Cosenza, dall'Università della Calabria e dalla Fondazione Carical. Il gruppo promotore ha assunto la responsabilità dell'iniziativa, allargando la partecipazione ad altre organizzazioni nazionali del terzo settore, fra cui: Forum del Terzo Settore, ConVol, CSVnet, Acli, Agesci, Arci, Anpas, Avis, Ctg.
Tutti i dettagli sul sito http://meyoume.rexpo.it/
Per l'edizione 2011 e per l'attivazione della rete MANY è nato un gruppo promotore, costituito dal Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), dalla Provincia di Cosenza, dal Comune di Cosenza, dall'Università della Calabria e dalla Fondazione Carical. Il gruppo promotore ha assunto la responsabilità dell'iniziativa, allargando la partecipazione ad altre organizzazioni nazionali del terzo settore, fra cui: Forum del Terzo Settore, ConVol, CSVnet, Acli, Agesci, Arci, Anpas, Avis, Ctg.
Tutti i dettagli sul sito http://meyoume.rexpo.it/
martedì 20 settembre 2011
C'é un mondo intorno, festival del cinema sociale
Il Festival italiano del cinema sociale è promosso e organizzato dalla Delegazione Cesvot (il centro di servizi per il volontariato della Toscana) di Arezzo.
Il Festival nasce nel 2008 con l’intento di proporre tematiche sociali per sensibilizzare l’opinione pubblica su questioni di attualità utilizzando l’esperienza delle associazioni di volontariato.
Giunto alla sua quarta edizione che si terrà ad Arezzo dal 4 al 9 dicembre, il Festival promuove il concorso "C'è un mondo intorno" rivolto alle classi della scuola secondaria di secondo grado per la produzione di audivisivi ispirati a tematiche sociali.
I prodotti devono durare al massimo 10 minuti e devono essere realizzati dall'intera classe entro il prossimo 15 novembre.
Info:
mercoledì 7 settembre 2011
Volontariato VIRALE!!!!
Ci scrive Francesca da Bologna per segnalarci la piccola campagna VIRALE che ha realizzato con il suo gruppo.
DIAMO SPAZIO a questa segnalazione perché:
A.il video che hanno realizzato è bellissimo
B. il back stage fa troppo ridere
C. magari ad altri giovani, contagiati dal virus del volontariato, verrà voglia di imitare le RAGAZZE VIRALI.
Se volete contattare Francesca e il suo gruppo potete fare riferimento direttamente al loro canale su you tube Ragazze Virali.
DIAMO SPAZIO a questa segnalazione perché:
A.il video che hanno realizzato è bellissimo
B. il back stage fa troppo ridere
C. magari ad altri giovani, contagiati dal virus del volontariato, verrà voglia di imitare le RAGAZZE VIRALI.
Cari ragazzi di Dammi spazio,
mi chiamo Francesca, sono una studentessa di Bologna. Io e il mio gruppo (il nostro canale si chiama Ragazze Virali) abbiamo appena messo in rete la nostra piccola campagna virale per la Fondazione no profit ANT (Associazione Nazionale Tumori) nata a Bologna e presente su tutto il territorio nazionale.
Il nostro intento è quello di informare e sensibilizzare i giovani riguardo al tema del volontariato.
Il video "QUESTO è IL MOMENTO" è stato realizzato a costo zero grazie alla partecipazione di tanti giovani studenti e non.
A seguito potrete trovare anche il back stage del video
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Volontariato giovanile virtuoso o virtuale?
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