ABBATTIAMO IL MITO DEL DISIMPEGNO GIOVANILE
Secondo alcuni docenti universitari come Giancarlo Rovati della Cattolica di Milano e Andrea Salvini dell’Università di Pisa, in realtà i giovani che si dedicano al volontariato e fanno cittadinanza attiva stanno aumentando. Secondo Rovati, che lo ha sostenuto anche a Venezia lo scorso 1 aprile nel corso della Conferenza di apertura dell’anno Europeo del Volontariato, la percentuale dei giovani che dedicano parte del loro tempo alla solidarietà sta aumentando e se in termini assoluti il loro numero in 10 anni è invece calato (-107 mila) dipende soltanto da una ragione demografica che fa dell'Italia un Paese sempre più vecchio: tra il 1996 e il 2006 i giovani tra i 14 e i 34 anni sono infatti diminuiti di un milione e mezzo. Proporzionalmente i giovani che fanno volontariato sarebbero addirittura aumentati: deficit demografico a parte, se nel '96 erano sei su 100 i giovani impegnati nel volontario, dieci anni dopo sono saliti a 8,5.
Secondo alcuni docenti universitari come Giancarlo Rovati della Cattolica di Milano e Andrea Salvini dell’Università di Pisa, in realtà i giovani che si dedicano al volontariato e fanno cittadinanza attiva stanno aumentando. Secondo Rovati, che lo ha sostenuto anche a Venezia lo scorso 1 aprile nel corso della Conferenza di apertura dell’anno Europeo del Volontariato, la percentuale dei giovani che dedicano parte del loro tempo alla solidarietà sta aumentando e se in termini assoluti il loro numero in 10 anni è invece calato (-107 mila) dipende soltanto da una ragione demografica che fa dell'Italia un Paese sempre più vecchio: tra il 1996 e il 2006 i giovani tra i 14 e i 34 anni sono infatti diminuiti di un milione e mezzo. Proporzionalmente i giovani che fanno volontariato sarebbero addirittura aumentati: deficit demografico a parte, se nel '96 erano sei su 100 i giovani impegnati nel volontario, dieci anni dopo sono saliti a 8,5.
Andrea Salvini sfata il mito del disinteresse giovanile e, elaborando i dati dal 1999 al 2010 a disposizione nell’Indagine Multiscopo ISTAT «Aspetti della vita quotidiana», segnala che le persone di 14 anni e oltre che hanno svolto attività gratuita per associazioni di volontariato nei 12 mesi precedenti l’intervista[1], sono aumentate per quanto riguarda i giovani tra i 14 e i 17 anni di un punto percentuale (da 6,3 a 7,3), mentre è dell’11,8 per cento la percentuale dei 18 e 19enni che nel 2010 hanno fatto volontariato in una organizzazione contro l’8,4 dei loro coetanei del 1999. Tra i 20 e i 24 anni erano 8,8 giovani su cento a fare volontariato contro gli 11, 2 del 2010.
Se da una parte c’è la questione demografica relativa alla diminuzione del numero di giovani, dall’altra c’è “l’invecchiamento” della società inteso come un aumento della speranza di vita e quindi del numero di over 65enni socialmente attivi e anche l’aumento, registrato dagli anni novanta in poi, del numero di organizzazioni del terzo settore. Sono sempre di più le organizzazioni ad avere necessità di nuovi volontari e sono sempre meno da un punto di vista demografico le nuove leve. E le organizzazioni non sono solo più numerose, ma sono sempre più attente a qualificare i loro volontari o a selezionarne di già qualificati per rispondere con sempre maggior efficacia ed efficienza al loro ruolo di “gestori di servizi” per conto di enti pubblici molto deleganti, cosa che di fatto allontana le nuove generazioni che non sono ancora formate e il più delle volte gradirebbero un approccio più spontaneo e meno preparato al mondo della solidarietà.
Il resoconto 2008-2009 delle azioni dei centri di servizio evidenzia una attività di promozione del volontariato giovanile in continua crescita: nel 2009 quasi 3000 organizzazioni di volontariato sono state coinvolte, raggiungendo oltre 160.000 studenti dalle primarie alle scuole superiori. Trentotto centri di servizio hanno formalizzato accordi con singole scuole e trentadue direttamente con gli Uffici Scolastici Territoriali. Gli sportelli scuola volontariato sono passati da 63 nel 2008 a 66 nel 2009 e le esperienze di stage proposte ai giovani da 493 a 740.
I centri di servizio lavorano quindi perché le associazioni si prendano cura dell’incontro dei giovani con il volontariato proponendo nuove forme di partecipazione sociale e esperienze di valore educativo che sostengano l’autostima e il bisogno di integrazione delle nuove generazioni. Inoltre, l’esperienza di volontariato dei giovani nelle organizzazioni è un modo significativo attraverso il quale sperimentare concretamente il senso del bene comune.